LIBERA IL TUO QUARTIERE DALLA SPORCIZIA PROLIFE!

A due giorni dalla marea transfemminista che si è riversata in tutta Italia, i ProVita&Famiglia hanno tappezzato il quartiere di immagini contro la fantomatica teoria gender. E mentre sui giornali di oggi leggiamo che Fratelli d’Italia in Liguria propone l’istituzione di sportelli prolife in tutti gli ospedali, il diritto all’aborto e all’autodeterminazione della salute per persone con capacità gestante risulta più a rischio che mai. 

Del resto il partito che sostiene di rappresentare il paese lo sa bene: è già la legge 194 stessa che permette, con l’art. 2, ai movimenti per la vita di entrare nelle strutture sanitarie pubbliche, siglando contratti, partecipando a bandi, finanziando e aprendo i loro centri di aiuto alla vita in consultori e ospedali pubblici.
Noi non ci stiamo: le lotte di quartiere riguardano tutt* e si intersecano con le lotte transfemministe. 
IL 28 settembre siamo riversat* nel corteo di NON UNA DI MENO per ribadire con forza che le nostre vite le gestiamo noi, non i cattofascisti.
Ci scagliamo contro lomolesbobitransfobia che accresce sempre di più violenza e odio.  
Al decoro urbano tanto osannato dalla politica locale noi rispondiamo con la riappropriazione dello spazio pubblico.

Rifiutiamo la strumentalizzazione da parte di partiti di ogni colore, che costruiscono retoriche marginalizzanti in cui determinati quartieri diventano pericolosi e da non attraversare.

I QUARTIERI SICURI LI FANNO Lз COMPAGNз CHE LI ATTRAVERSANO!

Proiezione di ESSI VIVONO di John Carpenter – Collettivo Cannibale

l capolavoro di Carpenter rappresenta una strepitosa quanto spietata metafora distopica della società del consumo e del controllo sociale. Si rivela come un invito a guardare il mondo con lenti diverse, nonchè alla ribellione al sistema capitalista e a chi ce lo impone.
Ore 19:00: si inizia a fare bisboccia! Birrette, liquore al caffè, stuzzichini vegan e dj set rumoroso!
Ore 21:00: inizio proiezione!!
CONSUME and OBEY? INFEST and RESIST!

I nervi scoperti della Bolognina

Interventi per la giornata e presidio del 9 Luglio per l’inaugurazione della Tettoia Nervi, ora piazza Lucio Dalla, voluta dall’amministrazione.

Una inaugurazione stracolma di ipocrisia e retorica progressista, fondata su una falsa narrazione della realtà sociale del quartiere e totalmente volta a gentrificare l’ennesimo spazio pubblico.

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Oggi imponete la vostra voce insinuando che questa nuova piazza cambierà il destino della Bolognina. Come?

Dietro parole come riqualificazione e rigenerazione urbana, pace sociale, cittadinanza attiva, si nasconde una sporca guerra di classe si nasconde l’ipocrisia di una rigenerazione fondata sugli sgomberi, sulla repressione.
Dove è l’inclusione di cui sempre di più vi riempite la bocca?
Di quali cose positive state parlando in questa nuova Bolognina che state vendendo?   Con quale arroganza vi arrogate il diritto di cambiare il destino di un quartiere?
La vostra riqualificazione è gentrificazione, dove gli attuali abitanti ‘poveri’ saranno scacciati e sostituiti dai ricchi.
Dove molte delle esperienze positive che hanno fatto vivere questo quartiere negli anni passati, contribuendo a definire la sua identità, sono state espulse a suon di sgombero e repressione. Quel lato giovane e artistoide della Bolognina che tanto vi piace e tentate fallacemente di riprodurre lo abbiamo creato noi, ci appartiene e ci fa ribollir di rabbia sapere che ora sia usato come marketing, perché la Bolognina, oltre a luogo di cantieri, è un quartiere di origini operaio e antifascista mutato poi in quartiere multietnico e resistente.
Davanti Ai vostri teatri, musei, cohousing, piazze recintate e chiuse per mesi, poi affidate tramite bando ai vostri soliti amici ci rivendichiamo quello che  possiamo costruire con la solidarietà, dal basso.
Il degrado non é chi ruba al supermercato per mangiare, o chi delinque per vivere: il vero degrado é gettare il cibo per far alzare i prezzi, sono gli stipendi da fame che ci costringete ad accettare, il vero degrado é il ricatto dell’affitto e delle leggi che solo i ricchi possono permettersi di rispettare.
Rivendichiamo il conflitto in quello che per voi é un teatro, per noi la lotta non é una recita: non vogliamo essere attori della vostra messa in scena ma protagonisti della nostra vita senza regia.

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Oggi 9 Luglio viene inaugurata Piazza Lucio Dalla, uno dei tanti luoghi che fa e farà parte del piano di ricostituzione della nuova Bologna “città del futuro”.

Una città del futuro che ha l’obbiettivo di proporsi come modello urbano di sperimentazione, da prendere d’ora in poi ad esempio e potenzialmente esportabile in altre città. Un progetto che cerca di dividere la città con un righello, separando a compartimenti stagni quartieri e rinominandoli poli tematici: dal polo della memoria a quello della scienza e della rivoluzione digitale.
Ma sotto il tappeto di questa innovazione si nascondono le vere conseguenze di un progetto che vede questa città come un insieme di edifici da rendering 3D, un parco giochi per turisti e un falso esempio di innovazione green.
Bologna, o più precisamente la Bolognina il nuovo quartiere preferito della giunta, diviene un ricettacolo di investimenti costruendo, cementificando ed edificando piuttosto che pensare al recupero dei più di 200 immobili vuoti lasciati alla polvere in città.
La Bolognina diviene il fiore all’occhiello della falsa diversità e della supposta inclusività utilizzate come un’etichette a discapito dell’autodeterminazione e dell’autogestione delle persone che hanno vissuto per anni le strade del quartiere e che, a oggi, sono costrette, per un mercato al rialzo e azioni repressive, a lasciare quelle stesse strade.
La Bolognina però non è l’unico caso di questa incongruente narrazione, per la quale nel nome di un miglioramento e di una apertura alla città si cancellano esperienze dal basso e realtà che non rientrano nei paletti imposti dal decoro.
Ne è un esempio la rimodellazione della Montagnola. Da una parte il progetto da 2 milioni di euro per un futuristico edificio all’interno del parco che dovrebbe riqualificarlo ma che in realtà non ha altro scopo che renderlo più appetibile ai turisti e che manca, anche nei progetti del comune stesso, di un chiaro utilizzo. Dall’altro l’eliminazione di 50 bancarelle dal mercato, quelle nel lato ovest, non a caso proprio quelle che animano il mercato da più tempo e che ne hanno fondato e accresciuto l’identità.
Queste sono le realtà presenti coperte dai vostri piani di una città futura che avete deciso voi come plasmare, che reprime le comunità che vivono il quartiere in favore di consumatori e avventori futuri.

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Noi uno spazio dove fare vivere il quartiere e la città, dove fare concerti e iniziative lo avevamo  e questa amministrazione lo ha sgomberato. Come ha sgomberato ex Telecom che ospitava 60 famiglie per fare spazio a un albergo.

Non si tratta dell’opera in se, seppur discutibile, essendo null’altro che una colata di cemento videosorvegliata. Si tratta della retorica e direzione politica che la incornicia, quella che parla di un passato di scontri, quegli scontri causati dall’amministrazione di cui Lepore era ed è attore. Di un presente fatto di nulla dorato e dormitori di lusso. Di un futuro che schiaccia il povero per lasciare spazio al turista.
Caro sindaco ti aspetto in quartiere, ti aspetto per dirti che non sei il benvenuto, che il teatro di conflitto è tutt’altro che risolto, ti aspetto per dirti che la voce delle lotte operaie e di quelle antifasciste della Bolognina ci dà la forza per per urlare che non avrete pace e che non sarà violenza ma una posizione presa in una guerra già iniziata.
Questa tettoia vorrebbe mettere a tacere anni di conflitto. Noi rivendichiamo il conflitto come necessario e auspicabile. Crediamo fortemente che senza  non possa esserci partecipazione dal basso e dialogo. Rivendichiamo Il conflitto  alla base dell’emancipazione individuale e sociale, senza di esso non può esistere alternativa ma solo imposizioni. Il conflitto è tutto altro che risolto e non sarà una tettoia a mettergli fine. Caro sindaco hai sgomberato XM24 con delle progressiste ruspe e ora non sarà questa colata di cemento che coprirà le tue colpe.
Sei colpevole dello sgombero di Via Zago. Sei colpevole di condurre una politica scellerata nei confronti degli spazi autogestiti. Sei colpevole della gentrificazione della Bolognina. Caro sindaco noi siamo fiori che abbiamo radici in questo quartiere e  non ce ne andremo, siamo l’erba cattiva che non muore mai.  La stagione delle occupazioni non è una stagione ma solo l’inizio di cento e mille infestazioni.

A modo mio avrei bisogno di uno spazio anch’io

Oggi Sabato 9 Luglio abbiamo contestato l’inaugurazione della Tettoia Nervi, ora piazza Lucio Dalla, voluta dall’amministrazione.
Una inaugurazione stracolma di ipocrisia e retorica progressista, fondata su una falsa narrazione della realtà sociale del quartiere e totalmente volta a gentrificare l’ennesimo spazio pubblico.
Eravamo presenti per ricordare al sindaco e alla giunta più progressista d’Italia che tutta la partecipazione che rivendicano esisteva già e per anni è stata praticata qualche numero civico più avanti, in Via Fioravanti 24: concerti a prezzi popolari, festival, mercato contadino, sport popolare. Socialità libera e dal basso, in autogestione, fuori dalle logiche di mercato. Siamo riuscite ad avvicinarci alla tettoia nonostante l’imbarazzante numero di forze dell’ordine schierate a difesa di una piazza che dovrebbe “cambiare il destino di un quartiere conosciuto perché teatro di conflitti”. La nostra comunità continua a esistere e lottare nonostante i goffi tentativi di questa amministrazione di asfaltare la nostra resistenza , in autogestione, come entità non conformi.

C’eravamo, ci siamo, ci saremo.

[COMUNICATO]
Questo sabato 9/7/2022 verrà aperta e inaugurata la nuova Piazza coperta Lucio Dalla (che assurdo ontologico ‘aprire’ una piazza, luogo che per sua stessa natura é già aperto), le parole utilizzate dal sindaco Matteo Lepore per annunciarlo ci lasciano sconcertate e irritate.
Dice il Sindaco “questa piazza cambierà il destino della Bolognina, luogo finora conosciuto come cantiere e teatro di conflitti irrisolti che oggi cambia pelle. È il nostro modo per metterci alle spalle quella Bolognina e per raccontare in un modo nuovo il quartiere, non più solo luogo di scontri, ma di cose positive“. 
Noi lo sappiamo qual’è il destino della Bolognina da anni al centro di progetti di riqualificazione imposti dall’alto e d’imperio che stanno trasformando irrimediabilmente il volto del quartiere sia in termini urbanistici che di identità. Progetti che mirano ad attirare professionisti, ‘giovani creativi’ e turisti alternativi. Che stanno riconvertendo gli spazi, l’assetto urbano e la composizione comunitaria del quartiere. Che hanno innescato un processo di gentrificazione che sta portando nuovi residenti e fruitori più abbienti  con relativi stili di vita inaccessibili a buona parte degli attuali abitanti.
Negli ultimi anni i prezzi degli affitti si sono impennati ed è difficile trovare casa in Bolognina i prezzi a causa del proliferare di alloggi ad uso turistico tramite piattaforme quali AirBnB. Nella zona attorno a via Fioravanti e di fronte all’Ippodromo sono stati edificati complessi residenziali di lusso con appartamenti venduti a 4000 euro al metroquadro e sono spuntati negozi radical chic che hanno preso il posto delle botteghe di quartiere. Il processo di gentrificazione spazza via tutto quello che lo ostacola. Cosi’ l’ex Telecom, un’esperienza di occupazione abitativa di Social Log con 60 famiglie migranti, è stata sgomberata  per lasciare il posto all’edificazione dello Student Hotel. E l’XM24, lo storico spazio pubblico autogestito che per 17 anni è stato il cuore nevralgico della contro-cultura e socialità del quartiere, è stato demolito dalle ruspe per lasciare il posto a un cantiere per la costruzione di un cohousing.
La Bolognina non è solo un luogo di cantieri e conflitti irrisolti.
 La Bologninaè un quartiere storicamente popolare, operaio e antifascista, oggi tra i più multietnici della città, è cuore dell’antagonismo militante cittadino e delle sue espressioni di contro cultura.
La Bolognina è luogo di vita, conflitti, confronti, dialogo e solidarietà tra comunità il cui tesoro è la diversità di culture, lingue, idee e azioni. Le molteplici esperienze di autogestione e socialità dal basso che si sono sviluppate e radicate in Bolognina (XM24, ex Telecom, occupazioni abitative di Social Log e Asia USB, occupazioni anarchiche, circoli e collettivi) hanno contribuito a definirne la sua attuale identità orgogliosamente fuorinorma. Centinaia di teste e corpi, cittadine del quartiere, della città e del mondo, ne hanno occupato le piazze, i parchi, le strade, alzando la voce per fare emergere le contraddizioni, per incunearsi nelle crepe del sistema, per praticare solidarietà. Hanno autogestito spazi abbandonati restituendoli alla collettività, organizzando per  anni 7 giorni su 7 di spettacoli, iniziative culturali, concerti, festival, laboratori gratuiti e tutto questo senza bisogno di 500mila euro di soldi pubblici perché la forza dell’autogestione dal basso muove cose molto più grandi che nessun  finanziamento potrà mai comprare
Forse il sindaco pensa di ‘mettersi alle spalle’ i conflitti irrisolti della Bolognina aprendo una piazza coperta e riempiendola di concerti, ma per tante in città lo sgombero di XM e della repressione di tante altre realtà autogestite del quartiere restano ferite aperte e vuoti che vogliamo colmare.  Continuando a sgomberare ogni tentativo di ricreare luoghi di autogestione in città, fuori dalle logiche dei ‘bandi’ e della socialità addomesticata quest’amministrazione si dimostra molto poco progressista ignorando ogni istanza politica e sociale non conforme ai suoi progetti calati dall’alto. Continueremo a lottare, a creare conflitto, mettendoci i nostri corpi, cuori, teste perché non vogliamo vivere nel modo che ci volete imporre. Perché i conflitti irrisolti sono ancora vivi e vegeti a dispetto di chi vorrebbe vederli espulsi o addomesticati. 

foto copertina: Mattia Fiore
foto piè di pagina: Gianluca Rizzello

Forza Berta!

Nella stagione della siccità, Roma si inaridisce con l’ennesimo sgombero di uno spazio occupato in città: la Laboratoria Ecologista Autogestita Berta Cáceres, situata nel mezzo del Parco della Caffarella e che fin da subito ha posto al centro delle proprie rivendicazioni la tematica ecologista.
L’hanno fatto con un approccio intersezionale e transfemminista, per mettere in luce quanto queste lotte contro l’attuale impostazione societaria capitalista e patriarcale siano connesse.

L’hanno fatto con l’apertura di uno uno spazio strappato alle logiche di una Regione e di un Ministero delle Finanze che lo vorrebbero invece abbandonato all’ennesima speculazione dei privati che guadagnano a scapito delle comunità che vivono quel territorio.
Portare avanti la pratica dell’occupazione vuol dire anche contrapporsi a quei processi di gentrificazione comuni a molte città, da Roma a Bologna.

Ieri, dopo mesi di pratiche collettive capaci di intersecare lotte ecologiste, transfemministe e anticapitaliste, il Tribunale di Roma ha scelto di restituire alla polvere lo spazio fatto rivivere dalla Laboratoria. È con tutto l’amore e la rabbia che esprimiamo solidarietà alle compagne e ricondividiamo le loro parole.

Che la lotta per l’ ambiente e per gli spazi crei nuove infestazioni! Daje forte Berta Caceres!
L’erba cattiva non muore mai!

Di seguito il comunicato del Laboratoria Ecologista Autogestita BERTA CÁCERES:

Roma brucia, le istituzioni tacciono, la polizia sgombera. Berta resiste!

 

Una spina nel centro. Sulla tre giorni in Azzo Gardino.

Si è appena conclusa la tre giorni “Spazi, Case, Strade”, che ci ha portate ad aprire lo spazio di Via Azzo Gardino 61 abbandonato da vent’anni. Presto pubblicheremo una restituzione dei contenuti politici emersi dalle tavole di discussione.

Abbiamo lanciato questo momento per fare rete con realtà diverse e contaminare le nostre pratiche e prospettive su temi quali l’abitare, le occupazioni e la gentrificazione delle città. 
Vogliamo continuare ad auto-formarci come assemblea e confrontarci con compagne provenienti da diversi percorsi, smascherando e smontando le narrazioni fuorvianti promosse dall’amministrazione e portando queste tematiche all’attenzione di chi vive questa città.

Sono state 3 giornate molto partecipate, ricche di spunti che contribuiranno sicuramente a portare avanti la nostra lotta. 

Momenti come questo, di confronto e crescita con realtà affini e non, provenienti da tutta Italia e Europa, sono la riprova che i nostri bisogni e le risposte che insieme siamo in grado di trovare vanno al di là dei confini che ci impongono. 
La logica competitiva dei bandi si può smontare aprendo luoghi abbandonati per tutte quelle che li vogliono riempire e far vivere in autogestione. Gli spazi a Bologna ci sono, lo abbiamo sempre detto, quello che manca è la volontà politica da parte dell’amministrazione di prendere atto di questa esigenza, di questa fetta di città che non vuole omologarsi. 

Ci rivendichiamo il vandalismo di un’arte fuori dai musei, il terrorismo di concerti gratuiti, la politica fatta con le parole di ogni giorno al posto del vostro lessico freddo. 

L’amministrazione di Bologna da anni persevera nel tentativo di annientarci e zittirci, sgomberando e negando alla nostra comunità la possibilità di continuare il proprio percorso.

Infestare significa non solo essere splendidi fiori che sbocciano spaccando l’asfalto, ma anche essere spine nel fianco. Anzi, nel centro. 

Accanto al divertimentificio e a situazioni su cui pesa l’egomonia sulla cultura imposta dall’amministrazione, continuiamo a creare spazi di autogestione.
 

L’infestazione continuerà, perché l’erba cattiva non muore mai!
Ci vediamo nel prossimo spazio! 

Siamo in diretta su RadioSpore da Palazzo Magnani

Siamo in diretta su Radiospore (a questo link https://radiospore.oziosi.org/diretta%20radio ) dalla palazzina Magnani, in via Azzo Gardino 61, per tre giorni riaperta alla città.

!!! Ora la tavola rotondaOccupazioni abitative: prospettive di lotta a Bologna e in altre città
con Rent Strike / Asia USB / Campetto Giulianova e Altre in aggiornamento

A seguire cena benefit rent strike e Djset Edu Naddybwoy

…L Infestazione continua !